{"id":53222,"date":"2022-02-01T11:31:48","date_gmt":"2022-02-01T11:31:48","guid":{"rendered":"https:\/\/azud.com\/blog\/biofilm-nei-sistemi-di-irrigazione\/"},"modified":"2026-07-08T12:05:56","modified_gmt":"2026-07-08T12:05:56","slug":"biofilm-nei-sistemi-di-irrigazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/azud.com\/it\/blog\/biofilm-nei-sistemi-di-irrigazione\/","title":{"rendered":"Il biofilm negli impianti di irrigazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"contenido-blog\">\n<div id=\"\" class=\"mblog parrafo\">\n<div id=\"\" class=\"mblog parrafo\">\n<p>In qualit\u00e0 di professionisti del settore, ci capita spesso di imbatterci in impianti di irrigazione che presentano gravi problemi a causa della presenza nella rete e nelle attrezzature di ci\u00f2 che comunemente viene chiamato \u201coba\u201d, alghe, melma, sporcizia\u2026 che provoca l\u2019ostruzione degli emettitori, la perdita di efficienza dell\u2019impianto e l\u2019aumento della frequenza e dell\u2019intensit\u00e0 degli interventi di manutenzione.<\/p>\n<p>Il biofilm si forma a causa della tendenza dei microrganismi a raggrupparsi e, se non si interviene tempestivamente e con competenza, pu\u00f2 causare un problema molto grave quando parte dello strato formatosi si stacca sotto forma di lamine o grumi in grado di ostruire l\u2019interno delle condutture, arrivando a intasare un\u2019intera rete di emettitori in modo definitivo e irreversibile nella maggior parte dei casi, mettendo a rischio la coltura. A quel punto scattano tutti gli allarmi e l\u2019agricoltore inizia a rendersi conto della gravit\u00e0 del problema.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"1\" class=\"mblog parrafo\">\n<h2><span id=\"Pero%E2%80%A6_%C2%BFQue_es_el_biofilm\" class=\"ez-toc-section\"><\/span><strong>Ma\u2026 cos\u2019\u00e8 il biofilm?<\/strong><\/h2>\n<p>Il biofilm \u00e8 uno strato di materia organica, solitamente di colore scuro e dalla consistenza gelatinosa, costituito da colonie di microrganismi associati e organizzati che ricoprono le superfici, generalmente a contatto con l\u2019acqua o caratterizzate da un elevato grado di umidit\u00e0. Spesso queste colonie catturano sedimenti minerali e sali disciolti che ne integrano la struttura.<\/p>\n<p>Secondo la <a href=\"https:\/\/www.aesan.gob.es\/AECOSAN\/docs\/documentos\/seguridad_alimentaria\/evaluacion_riesgos\/informes_comite\/BIOFILMS.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare e la nutrizione (AESAN)<\/a>, i biofilm sono definiti come <em>\u00abComunit\u00e0 complesse di microrganismi che crescono immersi in una matrice polimerica organica autoprodotta e aderente a una superficie, viva (biofilm mucosale) o inerte, e che possono essere costituite da un\u2019unica specie microbica o da una variet\u00e0 di specie diverse.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Non bisogna confondere il biofilm con il <strong>briozoo<\/strong>. Il biofilm \u00e8 costituito principalmente da colonie di batteri associati tra loro. Il briozoo si forma dall\u2019aggregazione di organismi pi\u00f9 complessi e di dimensioni maggiori (fino a 0,5 mm) che si insediano in colonie formando stoloni ramificati che spesso superano i 30 cm, potendo ostruire grandi infrastrutture di irrigazione.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile trovare il biofilm negli impianti e nelle attrezzature industriali, nelle nostre abitazioni, sulla superficie degli alimenti, nel nostro organismo e, naturalmente, negli impianti di irrigazione.<\/p>\n<div id=\"gallery-1\" class=\"gallery galleryid-3478 gallery-columns-3 gallery-size-medium\" data-gallery-id=\"298\">\n<figure class=\"gallery-item\">\n<div class=\"gallery-icon landscape\"><a class=\"strip gdlr-core-ilightbox gdlr-core-lightgallery\" href=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm01.webp\" data-ilightbox-group=\"wp-gallery-298\" data-lightbox-group=\"wp-gallery-298\" data-strip-group=\"wp-gallery-298\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium aligncenter\" title=\"Il biofilm negli impianti di irrigazione 1\" src=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm01-300x225.webp\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm01-300x225.webp 300w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm01-1024x768.webp 1024w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm01-768x576.webp 768w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm01.webp 1300w\" alt=\"biofilm01\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/div>\n<\/figure>\n<figure class=\"gallery-item\">\n<div class=\"gallery-icon landscape\"><a class=\"strip gdlr-core-ilightbox gdlr-core-lightgallery\" href=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm02.webp\" data-ilightbox-group=\"wp-gallery-298\" data-lightbox-group=\"wp-gallery-298\" data-strip-group=\"wp-gallery-298\"><img decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium aligncenter\" title=\"Il biofilm negli impianti di irrigazione 2\" src=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm02-300x225.webp\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm02-300x225.webp 300w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm02-1024x768.webp 1024w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm02-768x576.webp 768w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm02.webp 1300w\" alt=\"biofilm02\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/div>\n<\/figure>\n<figure class=\"gallery-item\">\n<div class=\"gallery-icon landscape\"><a class=\"strip gdlr-core-ilightbox gdlr-core-lightgallery\" href=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm03.webp\" data-ilightbox-group=\"wp-gallery-298\" data-lightbox-group=\"wp-gallery-298\" data-strip-group=\"wp-gallery-298\"><img decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium aligncenter\" title=\"Il biofilm negli impianti di irrigazione 3\" src=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm03-300x225.webp\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm03-300x225.webp 300w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm03-1024x768.webp 1024w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm03-768x576.webp 768w, https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm03.webp 1300w\" alt=\"biofilm03\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/div>\n<\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"2\" class=\"mblog parrafo\">\n<h2><span id=\"Fases_de_desarrollo_del_biofilm\" class=\"ez-toc-section\"><\/span><strong>Fasi di sviluppo del biofilm<\/strong><\/h2>\n<p>Il processo di formazione del biofilm \u00e8 complesso, ma pu\u00f2 essere riassunto in quattro fasi:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Fissaggio<\/strong>. Adesione dei microrganismi liberi a una superficie.<\/li>\n<li><strong>Divisione<\/strong>. Una volta avvenuta l&#8217;adesione irreversibile alla superficie, ha inizio un processo di maturazione, crescita e divisione.<\/li>\n<li><strong>Produzione di esopolimeri<\/strong>. L&#8217;esopolimero \u00e8 uno strato mucoso protettivo che ricopre la massa, riducendo il rischio di disidratazione e garantendo ai microrganismi un habitat confortevole e protetto dagli agenti esterni.<\/li>\n<li><strong>Dispersione<\/strong>. Il ciclo biologico si conclude con un&#8217;ultima fase di diffusione<strong>,<\/strong>\u00a0che consiste nel rilascio e nella dispersione di cellule colonizzatrici che si fisseranno su nuove superfici per dare inizio a un nuovo ciclo.<\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<div id=\"3\" class=\"mblog parrafo\">\n<h2><span id=\"%C2%BFQue_factores_favorecen_la_formacion_de_biofilm\" class=\"ez-toc-section\"><\/span><strong>Quali fattori favoriscono la formazione del biofilm?<\/strong><\/h2>\n<p>Una condizione necessaria per lo sviluppo del biofilm \u00e8 la presenza di acqua, che fornisce umidit\u00e0, nutrienti e ossigeno, oltre a fungere da veicolo per la diffusione dei microrganismi colonizzatori che vivono in forma libera.<\/p>\n<p>In condizioni favorevoli, questi organismi proliferano aumentando la loro concentrazione e, di conseguenza, la necessit\u00e0 di organizzarsi per colonizzare nuove aree. Le acque reflue non disinfettate, le acque stagnanti o quelle provenienti dalle industrie sono generalmente acque che contengono batteri e, pertanto, costituiscono focolai di proliferazione e sono soggette alla formazione di biofilm.<\/p>\n<p>Queste sono le condizioni che favoriscono la moltiplicazione dei microrganismi nel nostro impianto:<\/p>\n<p><strong>Alte temperature<\/strong>: Il biofilm pu\u00f2 formarsi a temperature vicine allo zero, tuttavia il suo sviluppo \u00e8 notevolmente favorito da temperature superiori ai 25-30 \u00baC. Per questo motivo, nei mesi primaverili ed estivi \u00e8 pi\u00f9 probabile che si verifichino problemi derivanti dalla presenza di biofilm negli impianti di irrigazione.<\/p>\n<p><strong>pH neutro:<\/strong>\u00a0L&#8217;acqua di irrigazione con valori di pH neutri o leggermente acidi (6,5 \u2013 7) favorisce lo sviluppo di questo tipo di microrganismi.<\/p>\n<p><strong>Elevata ossigenazione:<\/strong>\u00a0Il biofilm \u00e8 costituito sia da batteri aerobici che anaerobici. I primi necessitano di ossigeno per il loro sviluppo e si trovano negli strati esterni del biofilm, dove il contatto con il flusso \u00e8 maggiore. Un buon contenuto di ossigeno disciolto nell&#8217;acqua favorisce lo sviluppo dei batteri aerobici.<\/p>\n<p><strong>Sostanze nutritive: <\/strong>La materia organica contenuta nell&#8217;acqua di irrigazione funge da nutriente per i microrganismi e contribuisce quindi direttamente alla loro proliferazione.<\/p>\n<p><strong>Composizione e rugosit\u00e0 delle superfici:<\/strong>\u00a0La composizione chimica dei materiali a contatto con l&#8217;acqua \u00e8 un fattore determinante per la formazione del biofilm. I composti organici rilasciati da alcuni materiali plastici favoriscono la crescita dei microrganismi, mentre i materiali metallici come l&#8217;acciaio inossidabile offrono una maggiore resistenza.<\/p>\n<p><strong>Una maggiore rugosit\u00e0<\/strong>\u00a0favorisce l&#8217;adesione, l&#8217;insediamento e la permanenza di questi microrganismi.<\/p>\n<p><strong>Bassa portata:<\/strong>\u00a0Un\u2019elevata velocit\u00e0 dell\u2019acqua all\u2019interno della conduttura ostacola l\u2019adesione e l\u2019insediamento dei microrganismi sulla superficie e aumenta il tasso di erosione dello strato di biofilm, riducendone lo spessore fino a raggiungere un punto di equilibrio. Al contrario, basse velocit\u00e0 di flusso favoriscono l\u2019adesione, l\u2019insediamento e la permanenza dei microrganismi, aumentando lo spessore del biofilm.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, un aumento occasionale della velocit\u00e0 del fluido pu\u00f2 generare un maggiore tasso di erosione e favorire la dispersione delle cellule, che colonizzano nuove superfici.<\/p>\n<div id=\"gallery-2\" class=\"gallery galleryid-3478 gallery-columns-3 gallery-size-medium\" data-gallery-id=\"4742\">\n<figure class=\"gallery-item\">\n<div class=\"gallery-icon portrait\"><a class=\"strip gdlr-core-ilightbox gdlr-core-lightgallery\" href=\"https:\/\/azud.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/biofilm04.webp\" data-ilightbox-group=\"wp-gallery-4742\" data-lightbox-group=\"wp-gallery-4742\" data-strip-group=\"wp-gallery-4742\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium aligncenter\" title=\"Il biofilm negli impianti di irrigazione 4\" 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comporti una spesa aggiuntiva significativa n\u00e9 rappresenti un rischio per la tua coltura.<\/p>\n<p>Le ostruzioni sono la conseguenza ultima e pi\u00f9 grave, ma occorre tenere presente che il biofilm \u00e8 anche responsabile della riduzione della durata di vita degli impianti di irrigazione, comporta una maggiore necessit\u00e0 di manutenzione delle attrezzature, genera un consumo aggiuntivo di fertilizzanti e ossigeno, accelera la corrosione e, inoltre, costituisce una fonte di agenti patogeni per il suolo, la coltura e i lavoratori.<\/p>\n<p>Nei prossimi articoli tratteremo pi\u00f9 nel dettaglio questa problematica e le sue possibili soluzioni.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso ci imbattiamo in impianti di irrigazione che presentano gravi problemi dovuti alla presenza, nella rete e nelle apparecchiature, di elementi che causano l\u2019ostruzione degli emettitori, una perdita di efficienza dell\u2019impianto e un aumento 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