La pubblicazione del Decreto reale n. 1085/2024 rappresenta un significativo passo avanti nella regolamentazione del riutilizzo delle acque in Spagna, allineandosi agli standard europei e migliorando il precedente quadro giuridico, Decreto Reale n. 1620/2007.
Questo articolo mette in evidenza le principali differenze e gli aspetti aggiornati tra le due normative, rivolto ai professionisti del settore idrico e agli utenti interessati alla gestione sostenibile delle risorse idriche.
I 10 punti chiave del nuovo decreto reale 1085/2024
- Disposizioni generali: viene annunciata la creazione del “Marchio di gestione trasparente delle risorse idriche” per coloro che soddisfano gli obiettivi in materia di informazione e buona gestione delle risorse idriche.
- Capitolo I: identifica l’oggetto del decreto reale n. 1085/2024, ovvero quello di riunire in un unico documento la normativa applicabile in Spagna in materia di riutilizzo dell’acqua rigenerata, semplificando al massimo le disposizioni da applicare e incentivandone l’uso.
- Capitolo II: spiega la procedura per la richiesta di autorizzazione per la produzione e la fornitura di acqua riciclata, specificando che la procedura avrà inizio tramite il portale elettronico dell’autorità competente.
- Capitolo III e ALLEGATI: definiscono i possibili utilizzi dell’acqua riciclata.
- Capitolo IV: stabilisce i requisiti di qualità e valutazione della conformità. Se l’acqua è destinata a diversi usi, si applicano le condizioni più rigorose, a meno che non siano previste barriere per gli usi più restrittivi.
- Capitolo V: riunisce informazioni rilevanti su come procedere con i piani di gestione del rischio per individuare le sostanze pericolose, le misure di protezione necessarie o i requisiti aggiuntivi al fine di promuovere un riutilizzo sicuro.
- Capitolo VI: stabilisce le misure volte a promuovere il riutilizzo, attraverso incentivi e altri strumenti. Le amministrazioni competenti in materia di approvvigionamento idrico, servizi igienico-sanitari e depurazione con più di 50.000 abitanti dovranno elaborare piani volti a promuovere l’utilizzo delle acque rigenerate per usi urbani.
- ALLEGATO I: stabilisce i requisiti di qualità delle acque riciclate in base alla destinazione d’uso.
- ALLEGATO II: chiarisce il controllo di qualità delle acque riciclate.
- ALLEGATO III: fa luce su elementi chiave della gestione del rischio e barriere raccomandate a seconda del tipo di acqua e dell’uso che se ne farà.
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Impianto di rigenerazione AZUD WATERTECH DUV10 all’aeroporto di Cancún, in Messico[/caption]
Le 5 principali differenze tra le due normative
1. Definizione e chiarimento delle responsabilità e dei parametri di conformità
Normativa unificata: La centralizzazione facilita il rispetto e il monitoraggio delle norme da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Responsabilità definite: A ogni soggetto coinvolto nel ciclo di riutilizzo dell’acqua sono ora assegnate responsabilità ben definite, dalla produzione fino al consumo finale, il che favorisce una gestione più ordinata ed efficiente.
2. Aggiornamento del regime giuridico relativo al riutilizzo per nuovi usi
Flessibilità per usi urbani e ricreativi: Vengono aggiunti parametri specifici per questi utilizzi, il che aumenta la sicurezza e il controllo nelle attività svolte in ambienti pubblici.
Responsabilità estesa: Le autorità locali dispongono ora di un quadro giuridico più chiaro per attuare tali utilizzi, promuovendo il riutilizzo in settori che in precedenza presentavano delle limitazioni.
3. Recepimento del regolamento europeo 2020/741
Conformità agli standard europei: La normativa spagnola prevede ora standard comuni di qualità e controllo, facilitando l’esportazione e il commercio di prodotti agricoli che utilizzano acqua riciclata. Il RD 1085/2024 non solo recepisce e attua il Regolamento europeo 2020/741, allineando la normativa spagnola ai requisiti comunitari, ma promuove anche l’adeguamento al Patto verde europeo.
L’obiettivo è promuovere un riutilizzo sostenibile dell’acqua che contribuisca a ridurre la pressione sulle risorse idriche naturali, sostenendo l’economia circolare e mitigando il cambiamento climatico. Ciò si traduce in un impulso verso pratiche agricole e urbane più sostenibili, riducendo il consumo di acqua potabile a favore di acqua riciclata di alta qualità.
4. Esclusioni d’uso
Il RD 1085/2024 non solo unifica e centralizza in un unico testo normativo tutta la normativa relativa al riutilizzo delle acque, ma introduce anche criteri di esclusione per evitare effetti indesiderati. Ciò include il divieto di promuovere l’uso di acqua rigenerata in aree vulnerabili dove il suo impiego ostacoli il mantenimento della portata ecologica.
Ne è inoltre escluso l’uso quando il riutilizzo comporta esclusivamente un aumento dell’offerta di risorse per soddisfare nuove richieste, aumentando la pressione sulle estrazioni e la vulnerabilità nei confronti dei cambiamenti climatici.
È vietato l’uso di acque rigenerate nell’industria alimentare (salvo in casi molto specifici), negli ospedali, per l’allevamento di molluschi filtratori, nelle zone balneari ricreative e in qualsiasi altro caso che le autorità sanitarie ritengano un rischio per la salute umana o per l’ambiente.
L’obiettivo è garantire che il riutilizzo sia in linea con la sostenibilità ambientale, evitando ripercussioni negative sulla disponibilità delle risorse idriche, sull’apporto alle zone umide, ecc.
5. Istituzione dell’Osservatorio sulla gestione delle risorse idriche
Nell’ambito del RD 1085/2024, viene istituito l’Osservatorio sulla gestione delle risorse idriche, un ente incaricato di supervisionare e analizzare l’utilizzo delle acque rigenerate su tutto il territorio spagnolo. Questo organismo si occuperà della raccolta dei dati, della valutazione delle pratiche e della redazione di relazioni per garantire la trasparenza e il miglioramento continuo nella gestione delle risorse idriche rigenerate. L’Osservatorio fornirà inoltre una piattaforma per lo scambio di buone pratiche e faciliterà l’accesso a informazioni aggiornate sul riutilizzo dell’acqua.

Conclusione
Il RD 1085/2024 rappresenta un’evoluzione necessaria della normativa sul riutilizzo delle acque in Spagna, non solo aggiornandola ai tempi attuali, ma anche allineandola agli standard europei e ponendo l’accento sulla sostenibilità. Per le aziende e i professionisti del settore, conoscere e adeguarsi a queste differenze è fondamentale per soddisfare le esigenze attuali e future in materia di gestione delle risorse idriche.


























































